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12/09/09 16.15
Pino all'MTV DAY: sezione E Sona Mò

Biografia

Pino Daniele nasce a Napoli il 19 marzo 1955 alle prime ore del pomeriggio precisamente in Via Francesco Saverio Gargiulo al numero 20 (un tempo vico Foglie a Santa Chiara). Primo di sei figli, ma lui vivrà con le due zie Lia e Bianca, anche per problemi economici dei suoi genitori: infatti sua madre è una casalinga e suo padre uno scaricatore di porto. Sin da piccolo si interessa alla musica, tanto che vorrebbe frequentare il conservatorio invece dell’istituto tecnico per ragionieri. A dodici anni acquista la prima chitarra elettrica, una ECO X27 e successivamente una Gibson SG “diavoletto” che conserva tutt’ora. Dapprima si esercita come autodidatta negli studi di chitarra classica, per poi dedicarsi negli anni '70 al Rock-Blues. Insieme ad altri suoi coetanei forma il primo gruppo chiamato "New jet". Poi suona nei Batracomiomachia, gruppo jazz rock formato anche da Enzo Avitabile e Rosario Iermano.
Le prime importante esperienze del cantautore napoletano avvengono proprio nella sua città: infatti il cantante Mario Musella sta realizzando un album solista e il produttore-arrangiatore Tony Mems cerca giovani musicisti; allora Pino Daniele si presenta, ma non sapendo leggere la musica si affida all’orecchio. Esordisce poi come chitarrista al fianco di Jenny Sorrenti e suona anche nel disco dei Saint Just:: l’album si intitola “Suspiro” ed è edito da EMI.
In questo periodo, la musica napoletana vive un momento importante: infatti si affermano grandi realtà italiane come “Il Balletto Di Bronzo”, ma soprattutto gli “Showmen”, primo vero gruppo che riesce fondere musica nera con la melodia italiana.
Dallo scioglimento degli Showmen, nascono due gruppi: gli “Osanna” e i “Napoli Centrale” di James Senese; questi ultimi sono i principali rappresentanti del fenomeno chiamato “Napolitan Power”. Questo movimento cercava, forti di una tradizione musicale del tutto particolare, di sviluppare la melodia mediterranea e la tradizionale canzone napoletana attraverso una convincente fusione di materiali sonori totalmente differenti: primo fra tutti il blues, poi il rock, il jazz, il soul ed infine i ricercati sound mediorientali, praticamente un'interessantissima miscela tra le malinconie napoletane e le varie culture d'oltreoceano. Pino Daniele è inserito in tale fenomeno e successivamente diventerà l’esponente principale di questo movimento. Egli suona nei “Napoli Centrale” soprattutto come bassista ma questa esperienza dura poco (6 mesi): infatti il primo LP dei “Napoli Centrale” risale al 1975 non presenta l’apporto del cantautore che già sta lavorando al suo progetto solista.
Nel 1976 viene pubblicato il secondo album della formazione napoletana, che ormai diventano gli esponenti principali della nuova musica napoletana, ma contemporaneamente Pino Daniele presenta il suo primo lavoro discografico, un 45 giri "di prova" (singolo) della canzone Che calore.
Nel 1977 esce il terzo disco dei “Napoli Centrale”, che porta il titolo profetico di “Qualcosa ca ‘nu mmore” e contemporaneamente Pino Daniele pubblica “Terra Mia”, il primo disco ufficiale in cui riesce a fondere tradizione e modernità. Il disco si fa notare per l’orecchiabile e ironica ‘Na tazzulella ‘e cafè ma soprattutto per Napule è, canzone di ammirazione nei confronti di Napoli ma al tempo stesso di forte denuncia: l'uso di mandolini e al tempo stesso di chitarre elettriche, la forza di una voce calda e molto ricercata, la presenza di un testo bellissimo interamente in dialetto ha reso la canzone una delle più ricordate.
Il matrimonio tra modernità e tradizione viene celebrato anche nel album omonimo “Pino Daniele” del 1979, che contiene il singolo di successo Je so’ pazzo con il quale Pino partecipa anche al Festivalbar conquistando un ottimo consenso.


Nel 1980 esce l'album "Nero A Metà" che da vita alla nuova canzone napoletana: un Latin Blues con una linea melodica tipicamente mediterranea. Pino ottiene un grande successo e sempre nell’80 suona da supporter al concerto di Bob Marley al San Siro di Milano di fronte ad 80.000 spettatori.
Nel 1981 esce l'album "Vai Mo'", in cui Daniele mette insieme una fortissima band, con alle spalle grande contaminazione cultural-musicale. Il gruppo è formata da James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Joe Amoroso e Rino Zurzolo. La stessa band lo accompagna nel megaconcerto storico del 19 settembre 1981 in Piazza del Plebiscito a Napoli, di fronte a 200.000 persone.
L'anno seguente Pino Daniele indirizza i suoi esperimenti musicali verso una forma di musica più internazionale, con il risultato di "Bella 'mbriana" in cui collaborano il bassista Alphonso Johnson e Wayne Shorter. Questo lavoro porta a maturazione il suo originalissimo approccio musicale fatto di slang americano, dialetto napoletano e un rockeggiante italiano che viene riassunto addirittura negli stessi titoli delle canzoni: Yes I know my way , I say je sto' cca', Ue' man mostrano i progressi del bizzarro quanto accattivante idioma coniato da Daniele. All'accattivante rock-fusion si contrappongono inoltre bellissime canzoni melodiche, di notevole qualità tecnica sia musicale che vocale.
Pino crea anche una propria etichetta discografica, Bagaria, e nel 1983 collabora con il blues-man Richie Heavans per il quale produce "Common Ground", album di grande successo in Italia, in cui partecipa duettando nel brano Gay Cavalier e come coautore di alcune canzoni. Sempre nel 1983 Daniele partecipa ad un concerto a L’Avana.
Il 1984 è un anno ricco di eventi: esce infatti "Musicante", un album che vede la partecipazione di Mel Collins e Nana Vesconcelos e in cui confluiscono elementi della musica etnica, popolare africana e mediterranea. Sempre nel 1984 ritorna a San Siro dove apre il concerto di Bob Dylan e Santana.
In seguito viene pubblicato anche il doppio album live “ Sciò", registrato dallo studio mobile Bagaria presso il Teatro Petruzzelli di Bari, al Montreaux Jazz Festival, al Nyon Folk Festival, all’arena di Verona, a Milano, Cannes e a Napoli. Nel live, Daniele suona con Gato Barbieri, Bob Berg, Nana Vasconcelos e una sezione fiati cubana composta da Larry Nocella, Juan Pablo Torres e Adalberto Lara. Queste atmosfere cubane e latine caratterizzeranno anche “Ferryboat” del 1985, in cui suonano Steve Gadd alla batteria, Richard Tee e Gato Barbieri, che ingloba rock, blues, salsa, rumba e tarantella. Questo è il primo disco registrato presso i suoi studi di registrazione Bagaria a Formia
Le esperienze musicali accumulate durante i tour Europei, specialmente quelli in Francia, portano alla nascita di "Bonne Soirée" (1987), album caratterizzato da un chiaro sapore Mediterraneo che rivela l'interesse di Pino per la musica rock-arabe e per il jazz.
Nel 1988 pubblica "Schizzichea With Love" in cui si nota ancora la ricerca del tocco mediterraneo mescolata a suoni africani. Grazie a questo lavoro egli vincerà il premio Tenco.
Nello stesso anno Pino compone le musiche per il film di Massimo Troisi, suo grande amico, "Le vie del signore sono finite" con la conseguente pubblicazione dell'album contenente Qualcosa arriverà. Nel 1981 Pino Daniele aveva già scritto le musiche per il film di Troisi "Ricomincio da tre".

 

 




 
 

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